04/03/14

Costumi di Carnevale Fai da Te: L'astronauta



Oggi è martedì grasso!
Ultimo giorno ufficiale per il Carnevale. Tranne che per il nostro paesino e tutti quei comuni che appartengono al rito “Ambrosiano”. Già, perché per noi il Carnevale si concluderà ufficialmente sabato. Quattro giorni in più per mangiare chiacchiere e frittelle!
La tradizione vuole che il vescovo Sant'Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale, per celebrare i primi riti della Quaresima in città. La popolazione di Milano lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri.
Così, per tutti coloro che sono ancora in pieno mood carnevalesco pubblico il costume scelto quest’anno da Toti, come avevo già anticipato quando ho pubblicato il post sul cappellino da alieno per il piccolo Pepe.
Per il nostro astronauta ho preso una giubba da lavoro bianca (tipo quelle da imbianchino, per intenderci) fatta in quello strano tessuto che sembra quasi carta, saltata fuori dagli armadi senza fondo della NonnaTella.
Siccome era davvero gigantesca abbiamo tagliato le maniche e una striscia sul fondo per accorciarla.


Poi, per renderla utilizzabile ho misurato circa 15 cm dal polso (dove c’era l’elastico) e, dopo averlo tagliato, l’ho riattaccato alla parte superiore della manica. Ho dovuto fare delle pinces sulla parte superiore delle maniche poterla far coincidere con la larghezza della parte inferiore (che aveva una circonferenza minore).


Ho fatto la stessa cosa con la giubba, riattaccando una striscia di tessuto di circa 7 cm, a partire dall’elastico.


Devo dire che in questo modo ho bloccato la zip che non si poteva più aprire fino in fondo, ma in realtà il giubbino si infila agevolmente dai piedi!
A questo punto abbiamo dipinto la bandiera italiana (delimitando i rettangoli con lo scotch di carta ha fatto tutto Toti da solo) e aggiunto qualche dettaglio: dei tappi di bottiglia colorati per gli attacchi dei tubi della respirazione...


Il simbolo della NASA e un’etichetta con nome (fatta con un fantastico nastro adesivo di alluminio che pare proprio metallo).


Poi abbiamo fatto una cintura con un pezzo di elastico bianco a cui abbiamo attaccato due taschine (che non si sa mai cosa potrebbe servire nello spazio intergalattico...!)


Per il casco abbiamo gonfiato un palloncino e poi lo abbiamo ricoperto tutto con striscioline di fogli di giornale e colla vinilica mischiata ad acqua. Dopo tre strati abbiamo bucato il palloncino e lo abbiamo staccato. Non ho immagini di questa parte del lavoro, ma credo che sia un procedimento che tutti conoscono (se invece non fosse così chiedete pure chiarimenti!)
Abbiamo dipinto il casco di bianco e poi aggiunto anche in questo caso un po’ di dettagli, la visiera e alcune strisce metallizzate. Siccome il casco era grande e dava fastidio a Toti che non riusciva a muoversi gli abbiamo attaccato all’interno il caschetto della bicicletta! Idea geniale che lo ha trasformato in un agilissimo astronauta.



Per il Jet Pack (ovvero, per i profani come me…, quello zainetto che gli astronauti usano per spostarsi nello spazio) abbiamo usato del cartone! Una bella scatola della misura giusta dipinta di bianco e con un po’ di dettagli spaziali…gli indicatori di ossigeno e carburante, 



fiamme che escono dai razzi laterali (fatti con bottiglie di plastica ricoperte di carta stagnola) tubi vari e strisce argentate.



Ho cucito due strisce di stoffa per fare gli spallacci, infilati in due fessure sul retro del Jet Pack.



Il risultato è stato davvero fantastico - almeno secondo noi!




Ma sapete cos’è la cosa  migliore? 
Vedere tuo figlio entusiasta per un Jet Pack di cartone fatto con le sue mani insieme a quelle di papà e guardarlo sfrecciare a tutta birra per il salotto 
perché: “Io volo, vero mamma?!”




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